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Uno spazio a disposizione dei lettori per recensioni e altri contributi

RECENSIONE La banalità del male | Hannah Arendt

La banalità del male di Hannah ArendtEichmann a GerusalemmeEd. Feltrinelli Dal momento che siamo tutti istintivamente lombrosiani (Tolstoj incontrò Cesare Lombroso e lo definì un pazzo) siamo appunto un po’ tutti tocchi: affibbiamo al delinquente una faccia da mostro, lo definiamo anche geniale nella sua mostruosità; una tizia che conoscevo e che per fortuna non frequento più, pur facendo una provocazione (ma in questo caso come in molti le provocazioni sono inutili e stupide) definì Hitler un genio per il solo fatto di essere riuscito a sterminare milioni di ebrei, portando così fino all’ultimo le sue idee.Questo modo di discutere il nazismo è pericoloso perché porta quasi a una...

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Recensione | RITMO BINARIO

Una silloge fra Tempo e Mito Non so quanto d’istintivo e inconscio ci sia in questa bella raccolta di poesie che Maria Franzè dona al pubblico e che almeno di primo acchito pare molto chiara e semplice. Però se non è complicata, è complessa, e carica di tanti di quei temi che benché possano sembrare ambivalenti come lo è il simbolismo, visti da una certa prospettiva, appaiono invece lineari. Maria Franzè tratta di sensazioni che si possono esperire, di una gamma infinita di emozioni e sentimenti da esplorare perché esprimono opposizione e contraddittorietà, come attestano il mistero della vita e le nostre relazioni. Sensazioni, emozioni e sentimenti che Franzé fa scaturire attraverso un...

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Recensione | A STAR BENE SI IMPARA

L’uomo è un animale complesso. Un reticolato d’idee, pensieri ed emozioni spesso difficili da sbrigliare. Perché sono questi tre aspetti che molto spesso incontrano il dramma umano della disfunzionalità. Muovendoci per abitudini siamo sempre più soggetti al “pilota automatico”: non ci rendiamo conto di ciò che c’è a monte di quelle azioni, dei veri e propri copioni con cui intessiamo la nostra rete relazionale. Il volume di Narracci, corredato da facili e interessanti esercizi, mira ad indicare l’uso delle emozioni e dei comportamenti, in modo non disfunzionale per migliorare quei rapporti con il nostro prossimo, spesso incrinati da facili automatismi, difficili da scardinare. Questi...

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Recensione | IL SALDATORE DEL VAJONT

  Mi ha mostrato la medaglia che aveva ricevuto per essere stato lì, toccandola con i polpastrelli: in rilievo la diga, le montagne e una scritta in stampatello. “Ledi ti” mi ha detto, leggi tu.  Il 9 ottobre di quest’anno ricorre l’anniversario della tragedia del Vajont; rotta la diga, un’onda immensa si riversò sui paesi sottostanti, cancellando tutto, persone e memoria. Per memoria s’intende non soltanto l’avvenimento in se stesso che è doveroso ricordare ma quelle memorie degli stessi  protagonisti che la tragedia ha annientato. Memorie individuali, memorie collettive, tradizioni, costume, identità dei singoli paesi, dei singoli protagonisti. E nel libro si parla   di un...

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DIARIO DI UN’ESTATE MARZIANA | Tommaso Pincio

Un uomo che fa da Virgilio in una città che ha più del Purgatorio che dell’Inferno e del Paradiso, è il tipo che descrive Tommaso Pincio riferendosi a Ennio Flaiano. Di Ennio Flaiano ricorderemo lo sceneggiatore e co- soggettista di Fellini in film come 8 ½ o La dolce vita. Ed è bello ricordarlo in quei film, dove il coraggio, e la tensione morale, come diceva Monicelli, non mancavano. Immaginiamo di percorrere Roma con i suoi locali e i suoi caffè, sottratti all’irreversibile morbo commerciale, e vediamone i cambiamenti e il fascino che Flaiano nutriva per la Città Eterna: ne percepiamo l’amore e la malinconia, ma anche il distacco. Io penso che debba essere assolutamente affascinante...

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