Scrissi un romanzo, il tentativo di dimostrarti che, al di là delle geometrie della filosofia, esistevano altre architetture, sbilenche, contraddittorie, eppure altrettanto nobili.

Un Nichilista. Un Marxista. Un amicizia inizialmente improbabile. E Bitetto, sotto forma di un monologo, se lo chiede, dopo la morte del filosofo di cui rievoca la storia, la loro storia che è stata anche una vicenda di rivalità intellettuale. Dal momento che il Marxista è morto, apprendiamo della loro amicizia passata di un freddo confronto e una forma di arrivismo che hanno distinto il loro rapporto. Tramite la “voce” del Nichilista il confronto è filosoficamente emblematico dal momento che entrambi vengono da una cultura e da una ideologia filosofico politica praticamente opposta. L’autore scava, scava e poi riscava, in questo rapporto che alla fine è decisamente improbabile ma da cui scaturisce un confronto molto stimolante. Ma attenzione, perché il Marxista è morto. E quindi non c’è più confronto. Tramite una prosa accurata, decisa e interessante da leggersi idealmente, vengono messe a confronto le istanze tra una filosofia che ricerca sempre la verità e un nichilismo che la rifiuta. Il Nichilista demolisce, scardina tutte le verità a cui arriva il filosofo e nel caso del Marxismo quella sua forma peculiare che cerca di ridurre la realtà a una formula matematica; verità che diventa inappellabile tanto da sembrare una sorta di dottrina metafisica. Esagerazioni a parte, questo serrato confronto, questo tentativo di rievocare l’amico perduto offre un risultato di sicuro intellettualmente stimolante. Come la storia del pensiero e della storia della filosofia insegnano.

Giovanni Bitetto. E’ nato nel 1992 e ha collaborato per periodici come “effe” e “il Tascabile”.

  • SCAVARE
    di Giovanni Bitetto
    Ed. Italo Svevo

La recensione è di M.S. per Blue Room.

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