Durante la recente rassegna letteraria della libreria Blue Room, svoltasi nell’ultimo weekend di Ottobre presso Villa Lais, proprio all’ultima serata (ad Halloween!) abbiamo ospitato la casa editrice Black Dog, specializzata nel racconto di mondi immaginari: dai primordi del fantasy alla letteratura gotica tra Otto e  Novecento, storie del mistero e weird, pietre miliari della narrativa fantastica e di avventura, che ci ha presentato due antologie di Seabury Quinn, ed è stata quindi l’occasione per approfondire il tema della paura nella letteratura.

 “Chi ha ucciso Laura Palmer?” Vi ricordate il tormentone che all’inizio degli anni ’90 caratterizzò la rivoluzionaria serie televisiva “I segreti di Twin Peaks” di David Lynch?

Eppure quello non fu semplicemente un divertimento, ma un vero trattato sulla televisione e sulle sue possibilità di espressione, nonché sulle radici della paura dell’uomo contemporaneo.

Una presenza, infatti, in casa Palmer, si mostra ad alcuni protagonisti della serie. Più in là si saprà che questa presenza, chiamata Bob, si è incarnata nel padre di Laura, spingendo questi a violentarla e ad ucciderla.

La presenza di Bob, nascosta dietro Leland Palmer, è in realtà un vecchio escamotage, preso dalla letteratura e dal folklore. Chi non ha mai sentito un genitore dire al figlio “Fai il bravo sennò l’uomo nero ti viene a prendere”?

Ma chi è l’uomo nero? L’uomo nero è una presenza misteriosa che nasconde l’avvertimento del genitore. O meglio seguendo le orme di Freud sullo studio del Perturbante, l’uomo nero sono tutti quegli aspetti negativi che il bambino vede e rimuove dei suoi genitori e che riproietta su un elemento apparentemente sconosciuto. Bob è un misto tra familiare e non familiare, ma le radici di Twin Peaks si possono ritrovare nella grande letteratura del fantastico ottocentesco fino ad arrivare ai nostri giorni. L’uomo ha sempre indagato ciò che lo perturba, per questo Freud ne fa una categoria estetica oltre che psicanalitica.

Anche Shining di Stephen King ripropone questo schema attraverso la descrizione del forte attaccamento del bambino nei confronti del padre che si tramuterà in un pericolo di morte. Oppure nell’Uomo della sabbia di Hoffmann: l’avvocato Coppelius, sinistra presenza nella casa del piccolo Nathanael e incarnazione dell’uomo della sabbia, è anche il protagonista dei racconti della madre che, con questa storiella, cercava di convincere i figli ad andare a letto presto, altrimenti l’uomo della sabbia sarebbe venuto e gli avrebbe cavato gli occhi.

Io penso che la paura intesa in questo senso vada rintracciata proprio nell’Ottocento, con la anticipazione e la scoperta dell’inconscio. Il fatto di non essere completamente consapevoli delle nostre azioni porta a sentire o a immaginare quella presenza che lì per lì non conosciamo, ma che nasconde i recessi più nascosti della nostra anima. Bob è l’inconscio.

  • LA DONNA SERPENTE e POLTERGEIST
    di Seabury Quinn,
    curati da Franco Limardi per Black Dog editore

L’articolo è di M.S. che ha letto i libri e li ha commentato per Blue Room.

Se anche tu vuoi condividere le tue letture, o altre considerazioni sui libri e sulla letteratura, scrivi a info@blueroomcafe.it

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